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		<title>Errata corrige Abbabula</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:43:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Evidentemente il concerto del Teatro degli Orrori non chiude Abbabula 2012, come erroneamente ho scritto nella recensione, dato che l’ultima giornata in cartellone è quella del 24 maggio (“Un incontro in jazz”), protagonista il quintetto formato da Danilo Rea, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso e Gino Paoli. Altrettanto evidentemente, per quanto mi riguarda e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Evidentemente il concerto del Teatro degli Orrori non chiude Abbabula 2012, come erroneamente ho scritto nella recensione, dato che l’ultima giornata in cartellone è quella del 24 maggio (“Un incontro in jazz”), protagonista il quintetto formato da Danilo Rea, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso e Gino Paoli. Altrettanto evidentemente, per quanto mi riguarda e senza nulla togliere agli artisti di cui sopra, Abbabula 2012 si è chiuso quando il Teatro degli Orrori hanno spento gli amplificatori.</span></p>
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		<title>Il Teatro Degli Orrori Abbabula</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chiusura di Abbabula 2012 ha come scenario quello della pineta di Baddimanna, sfondo che si sposa perfettamente con un festival che pensa in grande. Protagonisti della serata Il Teatro degli orrori, forse il nome più solido dell’indie made in Italy. Eppure il pubblico non è quello delle grandi occasioni (saranno le 15 euro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">La chiusura di Abbabula 2012 ha come scenario quello della pineta di Baddimanna, sfondo che si sposa perfettamente con un festival che pensa in grande. Protagonisti della serata Il Teatro degli orrori, forse il nome più solido dell’indie <em>made in Italy</em>. Eppure il pubblico non è quello delle grandi occasioni (saranno le 15 euro del biglietto d’ingresso?) e quel poco che c’è non è particolarmente caldo, nonostante sopra il palco si scateni l’inferno. Un inferno noise-rock senza mezzi termini, guidato da Pierpaolo Capovilla (l’uomo che ha saputo dire One Dimensional Man) nei panni di un Caronte impegnato a traghettare le anime nostre dannate strappandole al quotidiano e riversandole in un mondo altro, quello del Teatro degli orrori. La sezione ritmica degli Shellac attraversata dalle chitarre di Lee Ranaldo e Thurston Moore, questi sono gli ingredienti del magma sonoro riversato sul pubblico inerme. Su questo spesso strato sonoro si muove con pose teatrali Capovilla, che, come sa bene chi conosce il gruppo, è un mostro della parola: piega il linguaggio alle sue necessità, declama, urla, usa il verbo per raccontare, condannare, espiare e suggerire palingenesi. Non c’è tempo per difendersi dall’attacco sonoro che giunge dal palco, un continuo saliscendi di frustate noise e accelerate hardcore eseguito in maniera impeccabile. E anche quelle canzoni dell’ultimo album che all’ascolto su cd/pc convincono meno diventano incandescenti e acquistano potenza nel loro essere rappresentate live.<span id="more-217"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Non ci sono molte altre parole per dare un’idea dell’esibizione di questa sera, se non quelle usate dallo stesso Capovilla in una canzone del primo album del Teatro: Carrarmatorock! Un concerto devastante e un’esplosione il cui boato continuerà a ronzare nelle nostre orecchie ancora per un po’, accompagnandoci verso Abbabula 2013.</span></p>
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		<title>Nobraino Abbabula</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:47:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Non sapevo che Sassari si sveglia a mezzanotte». Con queste parole il cantante dei Nobraino chiude il concerto che ha visto il gruppo esibirsi in una gremita piazza Santa Caterina: l’allusione è alla risposta del pubblico, inizialmente piuttosto composta e con il passare delle canzoni sempre più coinvolta, con l’apice nella parte finale della serata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">«Non sapevo che Sassari si sveglia a mezzanotte». Con queste parole il cantante dei Nobraino chiude il concerto che ha visto il gruppo esibirsi in una gremita piazza Santa Caterina: l’allusione è alla risposta del pubblico, inizialmente piuttosto composta e con il passare delle canzoni sempre più coinvolta, con l’apice nella parte finale della serata. È una questione di feeling, di contatto tra le due parti, ognuna delle quali ha la sua responsabilità, certo. Intendiamoci, i Nobraino hanno ben chiaro il concetto di intrattenimento: lo si capisce a partire dal look, pensato più per una rappresentazione in maschera che per un festival musicale. E anche il fatto che il cantante sia costretto a scendere dal palco per immergersi tra il pubblico testimonia un’attitudine alla teatralità, per quanto giocosa: il frontman scatena il <em>pogo</em>, si eleva sul pubblico arrampicandosi sulle pareti (chi ricorda i predicatori del film Brian di Nazareth può farsi una chiara idea), fa lo slalom tra le persone e poi fa <em>stage diving</em>. E il pubblico lo accoglie.<span id="more-215"></span> </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Resta il fatto che i Nobraino quando sono diretti e cadenzati magari fanno ballare però risultano più standard, mentre quando costruiscono il fraseggio spezzando il ritmo, con scale schizoidi, pause e contrattempi, si mostrano band capace di tenere un andamento compatto benché obliquo, senza per questo andare alla deriva. E infatti (non me ne voglia il cantante, comunque trascinatore del gruppo) i momenti più interessanti sono stati due pezzi strumentali, quasi degli intermezzi: il primo costruito sul giro di Money dei Pink Floyd, il secondo, così almeno mi è parso, sul mastodontico giro di basso utilizzato da Eric B &amp; Rakim per Paid in Full. In entrambi i casi i riff sono stati riprodotti in maniera sbilenca per essere utilizzati come base sulla quale improvvisare.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Lo dico ora ma avrei dovuto farlo in apertura, i Nobraino non si prendono sul serio: sanno che in fin dei conti ciò che conta è vivere e rappresentare lo spettacolo. Pertanto il concerto si trasforma presto in un’unica grande giostra in cui la band chiede al pubblico di partecipare alla sua autorappresentazione, quasi si trattasse di un rituale codificato nel ballo. Alla fine, nella piazza stracolma, i Nobraino hanno trovato molti adepti, soprattutto tra i giovanissimi. Serata dunque positiva, sicuramente divertente.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Marta Sui Tubi Abbabula, Sassari</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivo a Sassari con una puntualità inaspettata, dopo una giornata convegnistica trascorsa sullo sfondo di una Cagliari baciata da un sole pazzesco. Appena metto piede in piazza Santa Caterina i Marta Sui Tubi stanno salendo sul palco. Dopo un paio di canzoni, un ragazzo a me vicino dice: «ormai la musica è già tutta scritta…quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Arrivo a Sassari con una puntualità inaspettata, dopo una giornata convegnistica trascorsa sullo sfondo di una Cagliari baciata da un sole pazzesco. Appena metto piede in piazza Santa Caterina i Marta Sui Tubi stanno salendo sul palco. Dopo un paio di canzoni, un ragazzo a me vicino dice: «ormai la musica è già tutta scritta…quel che conta son le parole». Sarà. Ad ogni modo non c’è introduzione migliore per l’inizio di Abbabula, festival che in questa edizione compie il quattordicesimo anno d’età accompagnato dallo slogan “Festival di musica e parole d’autore”. E non c’è miglior inizio<span id="more-210"></span> (il mio inizio: ho purtroppo mancato l’appuntamento con Giancarlo Onorato, Alessandro Grazian e Iosonouncane) di quello del concerto del gruppo siciliano: il mondo dei Marta sui Tubi, come dimostrato stasera, è comprensibile (da leggersi: fruibile) solo se si intende la musica come complementare alle parole (e viceversa). I Marta parlano con il pubblico, spiegano i singoli brani introducendoli con alcuni giochi e giri di parole, commentano la musica nel suo farsi attraverso i testi, chiedono ora attenzione nella costruzione di atmosfere rallentate ora coinvolgimento sfrenato nei momenti più tirati (volete avere un’idea? Pensate ai Deus che allargano la formazione mettendo il basso nelle mani di Les Claypool). Proprio il <em>clash</em> tra logorrea musicale e fiume di significanti (e significati) definisce il mood di questa serata: potente, romantica (si veda il duetto “virtuale ma sino a un certo punto” con Lucio Dalla del singolo Cromatica), veloce, sfuggente ma presente, raccontata e musicata. Il dialogo messo in scena è stato in realtà pazientemente preparato con il pubblico, non dico stasera ma nel corso degli anni, quelli che sono serviti al gruppo per consolidarsi come una realtà indie del panorama italiano. Concerto per concerto, disco dopo disco. Confesso di avere sempre ascoltato i Marta Sui Tubi più con la testa che con il cuore. Però l’esibizione di stasera getta un ponte tra artista e pubblico che convince proprio per la sua fisicità: la piazza canta, duetta con il frontman, si muove a ritmo e salta come non capita spesso di vedere. La città è viva. La nottata proseguirà con un “free drink” <em>all night long</em> in cui parteciperanno anche gli attori di Marta Sui Tubi, io proseguo invece su altre rotte. Non posso testimoniare oltre, ma resta il fatto che Abbabula connota sempre di più il percorso della realtà musicale sassarese, che, per quanto periferica, come in un personale <em>work in progress</em> sta creandosi una sua dimensione, una sua specificità artistica. Gran serata dei Marta sui Tubi. Bentornato Abbabula.</span></p>
<p align="JUSTIFY">fbr</p>
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		<title>Abbabula Sassari</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno si terrà l&#8217;interessantissimo festival Abbabula a Sassari. Siamo a quota quattordici, complimenti alle Ragazze Terribili. Il programma comprende i Teatro degli Orrori, i Marta sui Tubi, Alessandro Grazian, Gino Paoli, Iosonouncane, Lo Stato Sociale ecc. Per la lista completa e dettagliata: http://www.abbabulafestival.com/programma.php]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Anche quest&#8217;anno si terrà l&#8217;interessantissimo festival Abbabula a Sassari. Siamo a quota quattordici, complimenti alle Ragazze Terribili. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il programma comprende i Teatro degli Orrori, i Marta sui Tubi, Alessandro Grazian, Gino Paoli, Iosonouncane, Lo Stato Sociale ecc.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per la lista completa e dettagliata:</span></span></p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.abbabulafestival.com/programma.php"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.abbabulafestival.com/programma.php</span></span></a></p>
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		<title>Five Four Nine &#8211; Persecution of perfection is a loss of time</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 17:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Five Four Nine]]></category>
		<category><![CDATA[Persecution of perfection is a loss of time]]></category>

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		<description><![CDATA[It’s only rock’n’roll. Anzi, no. I Five Four Nine prediligono i percorsi di lunga durata: partono dal rock’n’roll degli anni ’50 passando per il garage rock anni ’60 sino ad arrivare agli anni ’70 del punk e all’hardcore degli ’80. Per non fermarsi lì: se queste sono le coordinate principali di Persecution of&#8230;, non mancano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><a href="http://www.paesituoi.com/wp-content/uploads/2012/04/persecution_of_perfection.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-200" title="persecution_of_perfection" src="http://www.paesituoi.com/wp-content/uploads/2012/04/persecution_of_perfection.jpg" alt="" width="350" height="350" /></a>It’s only rock’n’roll</em>. Anzi, no. I <strong>Five Four Nine</strong> prediligono i percorsi di lunga durata: partono dal rock’n’roll degli anni ’50 passando per il garage rock anni ’60 sino ad arrivare agli anni ’70 del punk e all’hardcore degli ’80. Per non fermarsi lì: se queste sono le coordinate principali di <strong>Persecution of&#8230;</strong>, non mancano rimandi alla wave (quella più ancorata al verbo blues rock) e ad alcune suggestioni che furono dei ’90. Sebbene le sfumature suggerite lungo le nove tracce siano diverse, i nostri riescono a restituire un racconto che sembra fluire dalla stessa penna. Qua e là aleggia il fantasma dei Cramps, con tutto ciò che dei ’50 si porta dietro (soprattutto in <em>Brand New Car</em>; ma ascoltate anche le urla nel finale di <em>Can’t you see</em>: vi ricordano qualcosa?); vi sono anche richiami al surf, subito virati in chiave hardcore (<em>Psychokiller</em>); in <em>No remorse</em>, addirittura, ci si ricorda di un certo mood grunge, quello più incline a flirtare con il desert rock: tutto arpeggi e note dilatate. Ma<span id="more-199"></span> è nella parte centrale del viaggio che risiede il cuore pulsante di <strong>Persecution of&#8230;</strong>: con <em>Can’t you see </em>si transita, mano nella mano con i Clash, in zona London Calling, mentre il punk contaminato col rock’n’roll di <em>Time to take position </em>ci porta a spasso tra le vie di Los Angeles, quella che tra la fine dei ’70 e i primi ’80 fu degli X. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Altri tempi e altri luoghi, insomma. Eppure siamo nel 2012. A Sassari. E il discorso funziona ancora. Perché? </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Perché quando il linguaggio musicale si declina attraverso la sintassi rock’n’roll-garage-punk, al di là dei rimandi e delle citazioni, della riconoscibilità e della tradizione che si perpetua, ciò che dà senso a tutto (e dunque azzera tutto, a partire da queste stesse righe) è racchiuso nella parola energia. E in <strong>Persecution of&#8230;</strong> l’energia non manca. Insieme all’immediatezza, alla passione (che sì, non c’è dubbio, traspira da ogni nota) e al sano divertimento. D’altronde, si diceva all’inizio: <em>it’s only rock’n’roll</em>. Anzi, no.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">fbr</span></span></p>
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		<title>Cesare Basile in tour</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cesare basile]]></category>
		<category><![CDATA[sette pietre per tenere il diavolo a bada]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune date di Cesare Basile, che continua, ad un anno di distanza dall&#8217;uscita di Sette pietre per tenere il diavolo a bada, la sua intensa attività live. 22 02 Bologna – ZAMMU 23 02 Asti &#8211; DIAVOLO ROSSO 24 02 Macerata &#8211; TEATRO SAN GINESIO 25 02 Roma &#8211; BEBA DO SAMBA 29 02 Prato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Alcune date di Cesare Basile, che continua, ad un anno di distanza dall&#8217;uscita di <em>Sette pietre per tenere il diavolo a bada, </em>la sua intensa attività live.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">22 02 Bologna – ZAMMU</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">23 02 Asti &#8211; DIAVOLO ROSSO</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">24 02 Macerata &#8211; TEATRO SAN GINESIO </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">25 02 Roma &#8211; BEBA DO SAMBA</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">29 02 Prato &#8211; CAPANNO BLACK OUT </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">01 03 Perugia – CONTRAPPUNTO </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">02 03 Acquaviva delle fonti (BA) &#8211; OASI SAN MARTINO </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">03 03 Copertino (LE) &#8211; I SOTTERRANEI</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">04 03 Manduria (TA) &#8211; ANGELE </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">28 03 Seregno (MI) &#8211; TAMBOURINE</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">29 03 Torino &#8211; CPG STRADA DELLE CACCE </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">30 03 Torino &#8211; ARCI STRANAMORE </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">31 03 Succivo (CE) &#8211; SPACCIO CULTURALE </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">07 04 Reggio Calabria &#8211; I 3 FARFALLI</span></span></p>
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		<title>Austra in concerto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[austra]]></category>
		<category><![CDATA[feel it break]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 maggio a Torino arriva il trio canadese Austra, si esibiranno allo Spazio 211. Il trio propone il suo sound basato su ritmi dance, atmosfere oscure, vocalizzi da opera e new wave anni &#8217;80. Mercoledì 30 Maggio allo Spazio 211 di Torino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paesituoi.com/wp-content/uploads/2012/02/austra-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-194 alignleft" title="austra 2" src="http://www.paesituoi.com/wp-content/uploads/2012/02/austra-2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il 30 maggio a Torino arriva il trio canadese Austra, si esibiranno allo Spazio 211. Il trio propone il suo sound basato su ritmi dance, atmosfere oscure, vocalizzi da opera e new wave anni &#8217;80.</p>
<p>Mercoledì 30 Maggio allo Spazio 211 di Torino.</p>
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		<title>KRAMERS &#8211; Warum Warum Ist Die Banane Krumm?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[KRAMERS]]></category>
		<category><![CDATA[Warum Warum Ist Die Banane Krumm?]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce il 16 Marzo per l&#8217;etichetta The Prisoner Records (distribuzione Audioglobe) l&#8217;album di debutto dei KRAMERS: Warum Warum Ist Die Banane Krumm?. I KRAMERS sono il risultato del connubio tra band dell&#8217;area di Genova, come En Roco, Cartavetro, Cut of Mica, The Banshee, Still Leven e Tunecrash. Questo disco ha tutta l&#8217;aria di essere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esce il 16 Marzo per l&#8217;etichetta The Prisoner Records (distribuzione Audioglobe) l&#8217;album di debutto dei KRAMERS: Warum Warum Ist Die Banane Krumm?. I KRAMERS sono il risultato del connubio tra band dell&#8217;area di Genova, come En Roco, Cartavetro, Cut of Mica, The Banshee, Still Leven e Tunecrash. Questo disco ha tutta l&#8217;aria di essere un buon lavoro che fa della varietà il suo punto di forza.</p>
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		<title>iSkeed – A307 video</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[A307]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è una notizia: è uscito il nuovo video degli iSkeed. Chi vive a Sassari e frequenta l’ambito musicale cittadino conosce sicuramente il gruppo e ha avuto modo di assistere ai loro live di notevole impatto (si ricorda la prova assolutamente convincente di supporto agli Zu nel 2010). Per chi non li conoscesse, iSkeed è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">C’è una notizia: è uscito il nuovo video degli iSkeed. Chi vive a Sassari e frequenta l’ambito musicale cittadino conosce sicuramente il gruppo e ha avuto modo di assistere ai loro live di notevole impatto (si ricorda la prova assolutamente convincente di supporto agli Zu nel 2010). Per chi non li conoscesse, iSkeed è il frutto di sonorità che si intrecciano a più livelli, dall’ambient all’industrial-noise, giusto per delimitare il campo individuando due confini opposti. Accompagnati dalla regia di Roberto Achenza, che definisce attraverso le immagini l’estetica sonora del gruppo, i tre iSkeed (Manuel Attanasio, Alessandro Sanna, Roberto Schirru) sono protagonisti oltre che della musica anche del video: in </span><span style="font-size: small;"><em>A307</em></span><span style="font-size: small;">, questo è il titolo, i nostri alternano dilatazioni e pause sinistre a repentine esplosioni sonore.<span id="more-178"></span> </span></span></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/vjzbQB9PB7w" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oltre alla notizia, c’è una novità: gli iSkeed stanno crescendo e vi sono i presupposti per un vero e proprio balzo in avanti, soprattutto se questo livello verrà mantenuto nella prova sulla lunga distanza. Si ascolti </span><span style="font-size: small;"><em>A307</em></span><span style="font-size: small;"> con il supporto delle immagini (e possibilmente con le cuffie, come consiglia il gruppo, per apprezzare tanto le micro sonorità quanto i volumi più saturi): si constaterà che ci sono le carte in regola per calcare i palchi italiani ed europei a testa alta. E chissà che al prossimo appuntamento il nome degli iSkeed non si possa tranquillamente collocare nello scaffale dei cd a fianco di importanti realtà italiane che da alcuni anni stanno emergendo con forza dal sottobosco underground (su tutti, in ambito noise, i Dead Elephant).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">fbr</span></span></p>
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